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Italiani e abilità digitali: il punto sull'AI

Poco meno di un italiano su due, tra i 16 e i 74 anni, possiede competenze digitali almeno di base: è il quadro che emerge dalle rilevazioni Eurostat del 2023, in cui l'Italia si colloca sotto la media dell'Unione europea. Non si parla di programmazione, ma di abilità quotidiane: cercare e valutare informazioni online, comunicare, creare un documento semplice, proteggere i propri dati.

L'Unione europea, con il programma "Decennio digitale", si è data l'obiettivo di portare all'80% la quota di adulti con competenze digitali di base entro il 2030. Nel frattempo, gli assistenti AI sono arrivati sugli smartphone di milioni di persone, spesso senza istruzioni: chi ha già dimestichezza con il digitale ne trae vantaggio in fretta, chi non ce l'ha rischia di rinunciare o, peggio, di fidarsi troppo.

Le conseguenze nella vita di tutti i giorni

Scaricare un'app di intelligenza artificiale richiede un minuto. Capire come formulare una richiesta, come riconoscere una risposta inventata, quali dati non inserire e come controllare le impostazioni sulla privacy richiede invece un po' di pratica e, spesso, qualcuno che lo spieghi con calma. È proprio nella distanza tra "ho installato l'app" e "so usarla in sicurezza" che nascono la maggior parte delle delusioni e degli errori di chi comincia.

Questi dati non servono a scoraggiare: spiegano perché una guida seria, prima ancora di elencare strumenti e trucchi, dovrebbe assicurarsi che le basi siano chiare. È il metodo con cui abbiamo costruito il nostro percorso gratuito: partire davvero dall'inizio, un compito quotidiano alla volta.

Il presente articolo ha scopo puramente informativo e didattico e non sostituisce la consulenza di un professionista. I dati citati vanno consultati nella loro versione aggiornata sul sito della fonte.

Fonte di riferimento: Eurostat, statistiche sulle competenze digitali della popolazione

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